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Museo Canova

Museo - Gipsoteca

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Museo Gipsoteca Canova

Canova e la messa (quasi) mancata

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Ci chiede Pierangelo, circa la religiosità e la pratica delle funzioni religiose di Canova,  se è vero che l'artista si sia trovato nella situazione di non andare a messa una domenica e di rammaricarsi per quest...

Risponde: Giancarlo Cunial

Gentile Pierangelo, le racconto il fatto di Canova e della Messa (quasi) persa, come Canova stesso ce lo racconta nel suo Diario di Viaggio, pubblicato in: A. Canova, Scritti, vol I, Roma 1994, p 47): Canova stava recandosi da Venezia a Roma, era il suo primo viaggio all'estero (dalla Serenissima allo Stato pontificio).   Era arrivato a Bologna con altri compagni di viaggio il 13 ottobre 1779;  il 17 ottobre era di domenica e il gruppetto di studenti decide di andare a trovare lo scultore GiamBattista Manfredini che lavorava nel suo studio a Bologna, accanto all'Accademia di Belle arti. Ma Canova, a Manfredini -  che invita gli ospiti a visitare il suo grande atelier, strapieno di pezzi, reperti, modelli, egssi, opere in allestimento, studi anatomici... -  chiede "se sarebbe meglio andare ad ascoltare la Santa Messa prima di andarsene a vedere l'Instituto" (cioè, lo studio). "Mi risposero - registra puntuale Canova con la sua malferma lingua italoveneta - che serà meglio di andare all'Instituto avanti" (cioè, prima)... La visita dura parecchio e Canova è inquieto: si preoccupa perché il tempo passa e teme di perdere Messa, e a un certo punto "dimandai di vedere in furia (il resto) per potere andare ad ascoltare la Messa e mi fu risposto che vi era tempo"; ma quando i giovanotti escono dallo studio "siamo stati bene imbarazzatti a forza di corere da poterne (della messa) avere (almeno) la metà di una, ciovè davanti la levazione (poco prima della Consacrazione)". E conclude il suo diario del giorno: "Dissi poi di non mai più li giorni di festa volere andare a veder nula senza (prima) aver inteso Messa intiera".