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Museo Canova

Museo - Gipsoteca

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Museo Gipsoteca Canova

"Canova und der tanz": le danzatrici di Canova in scena a Berlino

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Il tema "Canova e la danza" ha una tradizione a Berlino sin dall'inizio dell'Ottocento. Già nel secondo decennio di quel Secolo un rilievo di Canova con una scena di danza  Le Grazie e Venere danzano davanti a Marte, con la tecnica del rosso antico, è arrivato a Berlino come dono del papa Pio VII al re di Prussia.
Il fulcro della mostra sarà la Danzatrice con i cembali di Antonio Canova, scultura in marmo, conservata nel Bode-Museum di Berlino. Un capolavoro, ma anche un’opera molto amata dai numerosissimi visitatori che quotidianamente frequentano i musei berlinesi.

Canova scolpì il marmo intorno al 1812 per il conte Andrej Razumovskij (1752-1836), ambasciatore russo a Vienna. Il modello originale in gesso è conservato nel Museo e Gipsoteca Antonio Canova a Possagno. Qui, in seguito al bombardamento del Natale 1917 il modello è stato minato nella sua integrità: le braccia furono distrutte. Nel 2011 il marmo berlinese è stato scansionato al fine di poter ricostruire accuratamente il modello in gesso di Possagno. E’ stata una collaborazione tra due istituzioni museali molto importante. Da quella esperienza è nata l’idea di poter trasferire la mostra allora prodotta a Possagno, al Museo di Berlino.

Un'attrazione particolare della mostra di Berlino sarà l'integrazione di due ulteriori importanti sculture dei musei statali, che per la prima volta si potranno ammirare insieme.

Innazitutto la Ebe, che Canova eseguì nel 1795 per il veneziano Giuseppe Giacomo Albrizzi, prontamente acquistata dal re di Prussia nel 1825; un marmo nel quale si può riconoscere il prototipo formale per le danzatrici di Canova. Inoltre la cosiddetta Danzatrice di Berlino esposta alla Antikensammlung completerà l’esposizione permettendo un confronto con una scultura antica. L'archetipo di questa scultura, trovata nella villa di Adriano a Tivoli (oggi custodita in Palazzo Massimo a Roma), era ben conosciuta da Canova: è legittimo immaginare che la figura di Tivoli sia stata per Canova una fonte d'ispirazione per creare le sue danzatrici.

Nell'Alte Nationalgalerie di Berlino si trova poi un Ritratto di Canova di Giovan Battista Lampi, la cui inclusione in mostra è ugualmente prevista. Il capolavoro è sicuramente il bellissimo Ritratto della Principessa Leopoldina Esterházy Liechtenstein. Per la mostra è previsto il prestito di alcune incisioni dalle danzatrici di Canova, opere di Angelo Bertini, Pietro Fontana e Domenico Marchetti. Sono, infine, state richieste opera al Museo Correr di Venezia e al Museo Civico di Bassano del Grappa.


Scrive Franca Coin, presidente della Fondazione Canova:

Ancora Antonio Canova ed è un Canova europeo quello che celebriamo con questa mostra di Berlino, la prima mostra su Canova in Germania. E’ quello stesso Canova internazionale che nel 1798 si era recato a Vienna e poi aveva proseguito il suo viaggio giungendo a Dresda e a Berlino, che ritorna sui suoi passi e lo fa questa volta per festeggiare la Danzatrice con i cembali che dal 1984 è esposta al Bode Museum di Berlino.

In questo modo, orgogliosi di essere alla guida di un organismo culturale come la Fondazione Canova, che prosegue un onorevole impegno la custodia del patrimonio donato dallo Scultore al suo paese natale, Possagno, in terra veneziana, affrontiamo lo scambio culturale con il Museo berlinese.

L’internazionalità di Canova sarà, così, certificata dalle opere già custodite nei musei della Germania che potranno confrontarsi con quelle che giungeranno da Possagno, da Venezia e da Bassano.

Soprattutto potrà essere confermato la grande valenza culturale di tutte le iniziative attuate di questi tempi a Venezia e a Possagno ed espresse nel progetto ‘Sublime Canova’ del museo Correr, nella realizzazione espositiva di ‘Canova e Palladio’ alle Gallerie dell’Accademia e della ‘Bellezza di Venere nelle terre di Canova’ proposta a Possagno e ad Asolo.

Questo pluriennale impegno resterà, così, per noi, come un’esperienza importante e necessaria che è stata attuata con la collaborazione di Musei italiani e stranieri e con il sostegno di organismi che operano nel privato come Venice International Foundation e Friends of Venice USA.

Sarà così espressa la nostra profonda gratitudine alla Direzione dei musei berlinesi che a suo tempo ha favorito la ricomposizione del modello in gesso danneggiato dagli eventi bellici ed ora apprezzabile alla visione del pubblico nel Museo di Antonio Canova a Possagno.

 

il discorso all'inaugurazione del direttore del Museo Canova, Mario Guderzo (Berlino, 20 ottobre 2016)

Egregio Signor Direttore,
Gentili Signore e Signori,

Con immenso piacere partecipiamo a questa importantissima iniziativa che vede il Bode Museum, la sua direzione e i suoi collaboratori a proporre in questa sede, forse, la prima grande mostra monografica su Canova realizzata in Germania.

Il grande scultore neoclassico italiano, come ben si sa, sta suscitando di questi tempi un rilevante interesse conseguente all’approfondimento della sua opera e al grande risveglio che da una decina d’anni sta avendo lo studio di quel periodo della Storia dell’Arte che precede il Romanticismo: il Neoclassicismo appunto.

Per il passato l’attenzione nei confronti di questo periodo storico era debole. In Italia non era stato ancora approfondito ciò che avvenne nel settore dei Beni Culturali dopo la scoperta di Pompei e prima del Congresso di Vienna, in quel periodo cioè tra l’inizio del XVIII secolo e 1815. Era alquanto flebile la rilevanza culturale di quel tempo.

Oggi, invece, assistiamo con grande interesse ad una scoperta continua dell’arte della fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo e questo grazie allo studio di documenti, di testi e alla valorizzazione dell’OTTOCENTO, un Secolo fondamentale per l’Arte, perché rappresenta l’apertura verso la Contemporaneità.

Antonio Canova si colloca, come ben si sa, al centro di tutti questi argomenti.

Il tema di questa mostra attira, poi, l’attenzione su un Canova particolare sia per le tematiche sviluppate, sia per un approfondimento della sua pratica attività.

I tema della danza, e specificatamente della danza popolare, scoperta e amata dal Canova frequentando le cittadine nei dintorni di Roma, si inserisce proprio nella sua cultura più genuina, semplice, umile, ma perfettamente in linea con l’idea di ‘bellezza’. Questo è lo spirito che possiamo ricavare dalla mostra di Berlino.

Nello stesso tempo, però, questa iniziativa raccoglie sotto il tema della ‘danza’ capolavori riuniti per la prima volta in questa sede: mi riferisco alle tre sculture delle danzatrici, quella di Josephine de Beauharnais oggi all’Ermitage di San Pietroburgo; quella con il dito al mento presente qui nel suo modello in gesso del Museo italiano di Possagno e quella che, dal 1984, e conservata definitivamente in questa sede, ma realizzata per l’ambasciatore russo Andrej Kirillovic Razumovskij e originariamente a Vienna.

Fanno da contorno ed aiutano a percepire la raffinatezza pittorica di Canova la serie dei dipinti a tempera, dei monocromi e dei disegni che pervengono dai musei italiani, quei musei che hanno ricevuto in dono le opere di Canova grazie alla generosità del fratello dello Scultore: Giovanni Battista che ha operato per far sì che la grande arte di Antonio Canova potesse essere una testimonianze importante dell’arte italiana nel mondo.

Vi affidiamo queste opere con la certezza che saprete presentarle al vostro popolo come le testimonianze della grande genialità di Antonio Canova.

Grazie