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Museo Canova

Museo - Gipsoteca

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Museo Gipsoteca Canova

"Venere nelle terre di Antonio Canova" da settembre 2016 a giugno 2017

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L’esposizione “Venere nelle terre di Canova”, cominciata nel settembre 2016 e prorogata fino a giugno 2017, ha riunito per la prima volta i tre comuni di Asolo, Crespano del Grappa e Possagno, i quali hanno collaborato assieme in un progetto straordinario e di grande valenza culturale nel cuore di un territorio, quello Trevigiano, che da secoli è riconosciuto come il luogo privilegiato del bel vivere e dell’amore.

“Abbiamo creduto in questo progetto”, evidenzia la Presidente di Fondazione Canova onlus Franca Coin “e abbiamo indovinato. Abbiamo voluto fin da subito che tutte le sedi "canoviane" di questa magnifica terra della pedemontana veneta si “vestissero a festa”, unendosi a creare un itinerario d’arte che non potrà che affascinare i visitatori. Sia per le opere che vi sono proposte, sia per i luoghi che ospitano le tre ideali sezioni di questo percorso d’arte: Asolo, Crespano e Possagno. Tre piccole città-gioiello dalla magica bellezza, inserite in un ambiente, le dolci Colline dell’Asolano e le propaggini del massiccio del Monte Grappa, di un fascino ed una bellezza struggenti”.

 

Asolo, la carducciana “città dai cento orizzonti” è terra di almeno tre donne straordinarie: Caterina Cornaro, la regina di Cipro che qui tenne una delle più raffinate Corti rinascimentali, Eleonora Duse, la “Divina” amata da D’Annunzio, e Freya Stark, esploratrice e scrittrice inglese che qui tornava dopo ogni viaggio. Nella prestigiosa Sala della Ragione che fu culla del Museo civico cittadino grazie alle prime donazioni canoviane, si potranno ammirare un’importante selezione di opere di Canova dal Paride in marmo alla Venere italica, alle Veneri dipinte di Canova, dalle tempere alle incisioni: una spettacolare carrellata attraverso alcune opere capaci di manifestare la classica e vellutata idea di bellezza eternatrice espressa da Canova.  A contorno e completamento della mostra, la città di Asolo ha anche proposto i seguenti eventi: il 14 aprile 2016, in Sala Consiliare del Municipio, è stato presentato il volume di Federcio Piscopo “Echi canoviani”, mentre il 7 maggio 2016 è stato conferito il Premio Speciale “Venere di Canova” all’opera dell’artista dell’Internazionale Biennale d’Arte di Asolo che meglio rappresenta il tema canoviano della bellezza femminile.

Sul versante collinare opposto, Crespano del Grappa, patria di Giovanni Battista Sartori il fratello di Canova, offre nel maestoso duomo del Massari, il gesso canoviano della Pietà, l’ultima opera dell’artista. Lungo l'erta montana crespanese, sorge invece il Santuario della Madonna del Covolo, prima opera di architettura di Canova. Crespano è stata, inoltre, scelta come sede delle manifestazioni a completamento della mostra su Venere. Tra gli eventi in programma: il 19 marzo 2016, ore 20.30, in Palazzo Reale, una conferenza a più voci su “L’eredità di Sartori per Crespano” con interventi di Mario Guderzo, Federico Piscopo e Marcello Cavarzan, il 16 aprile 2016, in Palazzo Reale il Reading sulla Grande Guerra in collaborazione con il FAST della Provincia di Treviso nel quale sarà ricordato il disastroso bombardamento della gipsoteca canoviana del Natale 1917; il 14 maggio 2016, sempre presso Palazzo Reale, un’esposizione dei prodotti tipici della zona e Cena con degustazione dei piatti della tradizione canoviana e, infine, il 19 giugno 2016 presso il Santuario della Madonna del Covolo in Crespano, Concerto della Filarmonica di Crespano in onore di Canova.

In mezzo a questo percorso canoviano veneto sta Possagno, patria del Canova e custode del suo corpo mortale, nel Tempio da lui voluto come chiesa parrocchiale. Il suo atelier, la sua casa e le sue creazioni sono custodite nella Gypsotheca e Museo dove appunto viene accolta la Venere proveniente dal Museo di Leeds assieme alle altre trenta opere di grafica, pittura, terracotta e gesso che compongono il percorso espositivo di Venere. Il celebre marmo di Leeds rende ancora più intensa la suggestione che le creazioni di Canova custodite in Gypsotheca provocano tra i visitatori.

Questa statua stupenda giunta dalla Gran Bretagna, dal Museo di Leeds per la precisione, è una rappresentazione di una Venere “pudica”, maliziosamente sorpresa dall’osservare all’uscita da una fonte, che nasconde, o forse solo sottolinea, le sue grazie dietro ad un velo. La Venere di Canova è una giovane donna, vera, sensuale, vibrante, non un freddo mito ma una bellezza naturale, che – nelle parole di Ugo Foscolo – “lusinga il paradiso in questa valle di lacrime”.  Chi la osserva, uomo o donna che sia, non può che ammirare la sua pelle di seta, il piccolo seno impertinente, la morbidezza delle forme. Diventa uno sforzo non lasciarsi andare ad una furtiva carezza, impulso che lo stesso Foscolo non seppe trattenere, traendone una grande gioia. Qui il mito si fa carne e diventa occasione di sogni e di desideri.

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