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Museo Canova

Museo - Gipsoteca

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Museo Gipsoteca Canova

Inno a Canova (Gualdi-Pagnin, 1922)

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INNO A CANOVA
testo in versi di Don Vincenzo Gualdi, per la musica del Maestro Giuseppe Pagnin,
cantato per la prima volta nel 1922, in Tempio a Possagno, in occasione delle Feste canoviane (centenario della morte di Canova):

INNO A CANOVA
1. Di Possagno pel figlio immortale
a cui fanno le Grazie corona,
oggi l'inno d'Italia risuona
in un canto di gloria e d'amor.

2. Quest'Italia che Iddio fe' madre
di bellezze, di geni, non Fidia
non Prassitele all’Ellade invidia,
o dei marmi signore, per te.

3. Al tuo cuore la mistica fiamma,
arte e fede alla mente dan l'ali,
e superbo com'aquila sali
le mirabili forme plasmar.

4. Ma se informi nei marmi di vita
la scintilla, il pensiero a Chi crea
d'erba il filo e la stella accendea,
a Lui davi dell'anima il fior (2 volte).

5. Quando l'arte ed il genio e fortuna
disposando, innalzavi sul colle
di Possagno il bel Tempio ch'estolle
la sua mole inno d'arte e di fé.

6. Son cent’anni dal dì che funesta
ti rapia alla terra la morte,
ma che vale! Di lei tu più forte
nelle tue opre sei vivo e nei cor.

7. Durerà quanto il mondo lontano,
o Canova, di te la memoria
non si spegne del genio la gloria
come il Sol non spegnesi in Ciel (2 volte).
PARAFRASI. 1 Oggi risuona in un canto di gioia e d’amore l’inno d’Italia per il figlio immortale di Possagno a cui le Grazie fanno corona. 2 Questa nostra patria italiana che Dio rese madre di bellezze e di geni, per tuo merito, o Canova, signore dei marmi, non ha più motivo di invidiare alla Grecia i sommi scultori Fidia e Prassitele. 3 Lo Spirito Santo ha fatto dono di arte e fede al tuo cuore e alla tua mente che hanno potuto librarsi alte nel cielo, come aquila superba: la meta che hai raggiunto è la capacità di plasmare forme meravigliose. 4 Ma se nei tuoi marmi inondi la scintilla vitale, a Dio – che ha creato l’Universo e che continua a dare la vita ad ogni cosa – hai dedicato il pensiero e la grandezza della tua anima, 5 quando hai saputo fare sintesi di genio, arte e fortuna, costruendo sul colle di Possagno il bel Tempio, che esalta la sua mole, inno d’arte e di fede. 6 Sono passati cent’anni dal giorno in cui morte funesta ti rapiva alla vita terrena, ma che importa! Tu sei più forte di lei perché sei sempre vivo nelle tue opere e nei cuori (di chi ti ama). 7 La memoria di te, o Canova, durerà per sempre; la gloria del genio non si spegne come non si spegne il Sole in cielo.
NOTE. L’Inno, che si titolò anche “Inno al Tempio”, porta la data 11 luglio, anniversario della posa della prima pietra del Tempio di Possagno; infatti, la pubblicazione relativa ai festeggiamenti canoviani del 1922, a pagg. 4/5 riporta: “L’Opera Pia della Dotazione del Tempio bandiva sulle colonne del periodico “Pro famiglia” di Milano un concorso per un inno commemorativo da musicarsi che celebrasse la Posa della prima pietra del Tempio Canoviano; fra 13 concorrenti fu scelto da una giuria composta di Professori del Seminario di Treviso quello del Sac. Don Vincenzo Gualdi di Bastida Panzarana (Pavia), che venne poi musicata dal Maestro Giovanni (sic! errore per Giuseppe) Pagnin, organista e direttore della Banda Canoviana di Possagno;…”.