Home
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size

Museo Canova

Museo - Gipsoteca

Italian - ItalyEnglish (United Kingdom)
Museo Gipsoteca Canova

Cos'è il quinto amorino?

E-mail Stampa

Ci scrive uno studente dell'Accademia di Belle Arti di Napoli:  "... ho visto sul vostro sito che avete fatto una conferenza in Museo sul qwuinto amorino a cui non ho potuto partecipare. Vorrei capire di cosa si tratta....

Risponde: Giancarlo Cunial

Le trasmetto qui di seguito il copia-incolla dalla rivista web "Il Giornale dell'arte" questo articolo che dovrebbe fugarle ogni dubbio. Bologna. È di Antonio Canova la statua del«Giovane Apollo» conservata a Bologna nella Sala della Boschereccia della Residenza del Cardinale Legato a Palazzo Comunale. L’«Apollino», com’è tradizionalmente chiamato, è stato restituito alla sua legittima paternità da Antonella Mampieri, storica dell’arte in servizio alle Collezioni Comunali d’Arte.
La scultura, di cui s’eran perse le tracce nel 1839, è entrata nelle Collezioni nel 1878 col lascito testamentario di Cincinnato Baruzzi ed era stata attribuita allo stesso Baruzzi, allievo di Canova. Per una banale svista di trascrittura dell’inventario, l’«Apollino» era diventato una «replica con varianti dell’Amorino Campbell, scolpita nel 1797 per il francese Juliot». In effetti non di un Apollo giovane si tratterebbe bensì del quinto dei celebratissimi «Amorini», sculture realizzate da Canova fra il 1786 e il 1797: il primo e più noto, l’Amorino Lubomirski (1786-88), ancora oggi al Castello di Lancut in Polonia, l’Amorino Campbell (1787-89) oggi all’Anglesey Abbey di Cambridge, l’Amorino LaTouche (1789) alla National Gallery of Ireland di Dublino. e l’Amorino Yussupov (1793-1797), oggi all’Ermitage di San Pietroburgo. Nel 1808, si ignora se direttamente da Juliot, passa nelle mani del conte Gian Battista Sommariva, maniacale collezionista di Canova. È lui stesso a informarne Canova, e lo inserisce, informa Mampieri nel suo studio apparso a marzo nella rivista «Paragone», nella sua collezione canoviana nella fastosa residenza di rue Basse de Remparts. Nel 1839, quando Emilie Seillière, nuora ed erede di Sommariva, disperse all’asta la collezione, Cincinnato Baruzzi ne acquistò tutte le opere di Canova, che legò poi alle Collezioni Comunali.