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Museo Canova

Museo - Gipsoteca

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Museo Gipsoteca Canova

Il tema della Deposizione di Cristo, in Canova

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Ci scrive  Federico:

Nelle innumerevoli pubblicazioni sul Canova non si fa mai chiarezza sul gesso "La Pietà", una delle ultime opere dello scultore. Spesso si confonde la copia originale con l'adattamento in bronzo dei fratelli Ferrari o, addirittura, con le copie di Cincinnato Baruzzi uscite dallo studio romano del Canova. (Musei Vaticani, copia del Baruzzi per il Santuario di Terracina, modelletto del Museo Coprrer, ecc.. Potreste dare indicazioni precise da quale opera prese spunto Ferrari e da quale copia invece si ispirò Baruzzi a fine anni '20? Anche considerando che un gruppo "La Pietà" arrivò in territorio veneto negli anni 1826/1827 con altre opere dello studio romano che diedero vita alla Gipsoteca.

Risponde Giancarlo Cunial:

Il tema della Deposizione dalla Croce di Cristo è per Canova fondamentale. Alla sua documentata domanda, caro Federico, mi limiterò a elencare le opere di Canova che ad esso tema afferiscono o che si richiamano ad esso anche se in altre creazioni di Canova), non dimenticando però di ricordare che dietro alla realizzazione di soggetto c’era il suggerimento di Quatremère de Quincy:

Il Compianto di Cristo, terracotta, 1795, arrivata recentemente al Museum of Fine Arts di Boston.
Il Compianto di Cristo, bassorilievo in gesso, Museo Canova di Possagno (oggi nei depositi), 1800, realizzato appena Canova tornò da Possagno a Roma. D’Este ne trasse il marmo per i Widmannn di Venezia (passato poi a collezione privata di Chicago)
Il Compianto di Abele, terracotta (1818-22) della Gipsoteca di Possagno: il soggetto, che è riprodotto con le stesse modalità del Compianto di Cristo, ricorre negli analoghi e coevi disegni di Bassano, Cagli e Correr.
Il Compianto di Abele, terracotta 20x37x18, (1818-22) nel Pontificio Seminario  Romano Maggiore di Roma, somigliante alla terracotta dello stesso titolo di Possagno; la terracotta apparteneva al card. Placido Zurla che la diede a Gregorio XVI che la donò al Seminario.
Il Compianto di Abele, terracotta 17x31x17 (1818-22) nel Pontificio Seminario  Romano Maggiore di Roma, somigliante alla terracotta dello stesso titolo di Possagno; la terracotta apparteneva al card. Placido Zurla che la diede a Gregorio XVI che la donò al Seminario. Il Compianto di Cristo, argilla (1819) alle Gallerie dell’Accademia di Venezia
Il Compianto di Cristo, terracotta (1819) della Gipsoteca di Possagno
Il Compianto di Cristo, modellino in gesso (1820 ca) nel Pontificio Seminario  Romano Maggiore di Roma, prima idea (purtroppo non nelle migliori condizioni di conservazione, a quanto ricordo) per il gesso modello originale di Possagno. L’opera apparteneva al card. Placido Zurla (che scrisse e pronunciò nel 1834 "Del Gruppo della Pietà e di alcune altre Opere di Religioso Argomento di Antonio Canova Dissertazione") che la diede a Gregorio XVI che la donò al Seminario.
Il Compianto di Cristo, gesso modello originale, 166x252x110, Gipsoteca di Possagno (“terminato nel novembre 1821” reca in graffito), da cui è tratto un calco in gesso (chiesa arcipretale di Crespano del Grappa), il bronzo che lei Federico ricorda (Tempio di Possagno) di Bartolomeo Ferrari e il marmo oggi a Terracina (secondo Pavanello, dal cui catalogo Rizzoli 1976 molte notizie di questa risposta traggo, dello stesso Ferrari, secondo studi più recenti di Cincinnato Baruzzi). Non va dimenticato che il marmo che da questo modello sarebbe dovuto essere tratto era destinato, secondo le intenzioni di Quatremère alla chiesa parigina di Saint Sulpice, come il carteggio ora pubblicato tra Canova e Quatremère ricoda.
Il Compianto di Cristo, olio su tela, 1799-1822, altare maggior edel Tempio di Possagno, con i bozzetti, sempre olio su tela del Correr di Venezia e di una Fondazione bancaria di Milano.
Per il trasporto delle opere presenti nello Studio di Canova di Roma a Venezia e poi a Possagno, dove confluirono nella collezione della Gipsoteca, la recente Tesi di Laurea della possagnese Moira Masdcotto ha pubblicato l'elenco delle casse partite da Roma con la numerazione e il titolo delle opere che hanno viaggiato tra il 1828 e il 1832: la Galleria della Gipsoteca che Franceswco Lazzari stava completando in quel torno di anni, avrebbe aperto le porte ai cultori di Canova nel 1836.