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Museo Canova

Museo - Gipsoteca

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Museo Gipsoteca Canova

"La Mano e il Volto di Antonio Canova" dal 11 ottobre 2008 al 6 gennaio 2009

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Dal 11 ottobre 2008 al 6 gennaio 2009 la Gypsotheca e Museo Antonio Canova ha ospitato la mostra “La mano e il volto di Antonio Canova: Nobile semplicità e serena grandezza”, organizzata dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dalla Soprintendenza per il Patrimonio Storico, Artistico, Demoetnoantropologico del Veneto, dalla Regione del Veneto, dalla Fondazione Canova onlus, dall’Opera del Tempio di Possagno, dalla Provincia di Treviso, dal Comune di Possagno e con la partecipazione della Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Veneziano e dall’Accademia di Belle Arti di Venezia.

Antonio Canova era un perfetto gestore della propria immagine, favorito in ciò dalla discrezione, quasi riverenza, con cui i suoi contemporanei si avvicinavano a lui. E' per questo che la mostra ha proposto, accanto ad un’analisi della psicologia dell’artista, un’interessantissima disamina su come, già in vita, e molto presto, Canova abbia saputo porsi e diventare “mito”, personalità grandissima in sé, oltre che per quanto andava creando nella scultura e nella pittura.

 

L’esposizione ha riunito per la prima volta la quasi totalità della produzione ritrattistica canoviana, sia che si tratti d’autoritratti che di ritratti su olio o marmo realizzati da altri, italiani ma soprattutto stranieri, a conferma di come il “mito” sia presto diventato universale.

Negli autoritratti, sette in tutto, Antonio Canova si propone sempre in veste di scultore o di pittore, utilizzando il disegno su carta, la pittura, il gesso e, naturalmente, il marmo. Questi autoritratti non erano solo ad uso personale, ma avevano una loro committenza e oggi sono sparsi tra Possagno, Roma, Venezia e Firenze. Colpisce il realismo di queste opere, la capacità introspettiva del maestro, la sua scelta di rappresentarsi certo in veste di artista di successo che non occulta però l’uomo vero.

Durante la sua vita, Canova fu a contatto con moltissimi artisti che, come nell’uso del tempo, erano soliti offrire anche a titolo di scambio l’esecuzione di ritratti. Tra questi spicca sicuramente il ritratto effettuato dall’artista inglese Thomas Lawrence che incontrò nel 1815 Canova a Londra e che durante un successivo soggiorno romano gli consegnò il ritratto, riproposto poi in diverse versioni e molto copiato.

Il mito del “Sommo Canova” stimolò un gran numero di artisti, da Andrea Appiani ad Angelica Kauffmann, da François Xavier Fabre a Johann Anton Pock, da Luigi Zandomeneghi a Jean Baptiste Wicar, da Rodolph Suhrlandt a François Gerard, a Gorge Hayter, ad Antonio D’Este a Giuseppe Bossi, a John Jackson e a numerosi altri, che realizzarono diversi ritratti dello scultore, a testimonianza della fama che Canova, in vita e dopo, aveva saputo conquistarsi.

Accanto ai circa 40 ritratti, dipinti o scolpiti, saranno in mostra anche alcuni dei moltissimi ritratti incisi, tecnica ampiamente usata dai biografi e dai cultori canoviani per riprodurre a tirature spesso limitatissime i ritratti plastici e pittorici dell’artista, la produzione medaglistica, ulteriore modo di glorificare e rendere “eterno” il volto del Canova, le sue reliquie, dagli abiti, sontuosi, alle lettere sino al corpo stesso, come la mano del maestro, staccata dalla sua salma e conservata sino ad oggi all’Accademia di Venezia, e la stessa Casa Natale, il Tempio nonché la Gypsotheca e Museo, monumenti alla sua “imperitura fama”.